Idee

  • 1. Da Reggio a Grande Reggio: come?

    Reggio Emilia ha tutte le potenzialità per reagire alla crisi economica che ha colpito l’Italia in questi anni, ma non si può più permettere di rimanere immobile. La città deve ricominciare a produrre e ad attirare un’economia di pregio, per tornare a essere un luogo dinamico e cosmopolita. Reggio Emilia dovrà diventare un esempio per tutto il territorio, diventando uno dei centri cardine di un’area vasta che si spinge fino a Milano. Il suo centro storico tornerà a essere un luogo di affari e di cultura, mentre i servizi ai cittadini miglioreranno grazie al taglio dei costi improduttivi della politica.

    3. Lavoro ed economia

    Mantenere standard elevati nei servizi dipende anche dal rilancio dell’economia, e il nostro Comune può fare molto in questo senso: vogliamo attrarre nuove imprese abbattendo i costi, e abbassare le tasse comunali per alleggerire il carico fiscale sulle aziende.
Il Comune dovrà tornare ad avere un assessorato alle Attività produttive, che a Reggio Emilia manca da anni. Ma non solo: serve una pubblica amministrazione più efficiente, con procedure informatizzate e pagamenti puntuali. 
Infine, non dobbiamo dimenticarci della bellezza del nostro centro storico: Reggio deve diventare un brand noto in tutto il mondo, che identifichi la città come un punto di eccellenza produttivo, universitario, culturale e turistico.

    5. Sociale

    Se Reggio Emilia vuole essere davvero la “città delle persone”, come ci hanno raccontato in questi anni, dovrà prestare maggiore attenzione ai cambiamenti sociali e proteggere le fasce più deboli della popolazione: per fare questo è fondamentale la valorizzazione del volontariato. 
Si dovranno potenziare le iniziative di conciliazione scuola-lavoro, e andranno ridefiniti sia i criteri Isee che quelli in uso per stilare le liste per gli asili, tenendo conto delle nuove forme di lavoro e di famiglia. Metteremo in campo azioni di prevenzione all’abuso di alcol e droga, e lavoreremo per prevenire le ludopatie: ci impegniamo a limitare la diffusione di macchine per il gioco d’azzardo, eliminandole dai centri anziani e da tutti i luoghi legati all’amministrazione comunale.

    7. La casa

    Con la crisi è cresciuto anche il numero di cittadini che chiedono che sia riconosciuto il loro diritto alla casa. È probabile che nei prossimi mesi aumenti la domanda di abitazioni pubbliche, e bisogna farsi trovare pronti: per questo vogliamo riformare il regolamento di assegnazione delle case popolari, privilegiando chi risiede a Reggio Emilia da più tempo, e aumentare i controlli su residenze e situazioni di urgenza sociale ed economica che hanno determinato il diritto all’alloggio.

    9. La sussidiarietà

    Pubblico è ciò che favorisce il bene comune, non ciò che è statale: è per il bene della città, quindi, che favoriremo la collaborazione tra soggetti istituzionali e non soprattutto nel settore del no-profit, impegnando ciascuno secondo le proprie competenze.

    11. Le persone diversamente abili

    Per una persona diversamente abile, ogni attività rischia di trasformarsi in un percorso a ostacoli: ecco perché ci impegneremo ad abbattere le barriere architettoniche a partire dalle strutture pubbliche. Inoltre, finanzieremo progetti per la formazione e l’integrazione di soggetti disabili, e lavoreremo per migliorare le strutture diurne di accoglienza.

    13. I minori

    Lavoriamo perché anche i nostri figli possano abitare una città più viva e sicura. Dobbiamo dare ai minori un’attenzione tutta nuova, creando spazi dove gli adolescenti possano trovare attività culturali e ricreative rivolte solamente a loro, ed educandoli a riconoscere i pericoli di violenza e bullismo.

    15. Sicurezza

    Inutile negarlo: a Reggio Emilia, oggi, esiste un problema sicurezza. La città è tra le prime in Italia per la presenza di clandestini, ed esistono 26 campi nomadi in cui l’illegalità la fa da padrona. Alcuni quartieri si sono trasformati in veri e propri ghetti e, come se non bastasse, la criminalità organizzata si è profondamente inserita nel nostro tessuto sociale.
La delinquenza non deve più essere tollerata, e perché questo accada va ripensato il ruolo della polizia municipale: oggi gli agenti sono ridotti a spettatori, impiegati per “fare cassa” attraverso le multe, mentre dovranno diventare strumenti attivi del controllo del territorio. Ogni quartiere avrà un nucleo di polizia municipale attiva e responsabile per la sua zona, col quale potranno collaborare anche alcuni cittadini volontari. Chiederemo anche al ministero dell’Interno di sottoscrivere un patto per la sicurezza per mettere più risorse a disposizione della città.

    17. Qualità del territorio

    Vogliamo che Reggio Emilia diventi più vivibile, attenta alle esigenze e alla salute dei cittadini. Lo faremo mettendo in campo soluzioni semplici ed efficaci: sistemando le strade e modificando i tempi del parcheggio gratuito per attirare più persone verso il centro storico, ma anche puntando alla riqualificazione energetica degli edifici.

    19. Urbanistica

    Negli ultimi lustri la nostra città si è ingrandita troppo, ed oggi sono moltissimi i vani ancora invenduti. Bisogna contenere al massimo il consumo di territorio e favorire la riqualificazione del patrimonio esistente, anche dal punto di vista energetico e antisismico.
    Metteremo particolare cura nel monitorare le esigenze dei quartieri e delle frazioni, con una puntuale lettura dei bisogni e delle domande.
    Inoltre, è necessario rafforzare gli strumenti che Reggio ha disposizione, considerando anche la sua favorevole posizione geografica: in primis una rapida risoluzione dei problemi di accessibilità e parcheggio della stazione Mediopadana.

    21. Mobilità

    Le politiche per il traffico sono state un fallimento: il sistema della mobilità deve essere ripensato. Diverse sono le misure che intendiamo prendere: dall’eliminazione dei dossi fuori misura al raddoppio della manutenzione ordinaria, dal potenziamento della rete di minibus al completamento dei parcheggi scambiatori della zona sud. Vogliamo poi rimodulare gli investimenti per il trasporto pubblico locale per contenere la spesa ma migliorarne l’efficienza.

    23. Efficienza comunale

    Non solo il taglio della burocrazia sarà la chiave che trasformerà la macchina comunale, ma anche la sempre più massiccia applicazione delle nuove tecnologie, con la creazione di sportelli telematici sempre accessibili e l’informatizzazione completa dei procedimenti. Le attività economiche troveranno nel Comune un alleato forte e comprensivo, come mai prima d’ora.

    25. Le società partecipate

    Il Comune dovrà avere maggior voce in capitolo sulla gestione delle attività delle società partecipate, che dovranno essere gestite con metodo aziendalistico per una migliore efficienza. In particolare, per quanto riguarda la gestione dell’Iren, vogliamo che le strategie industriali mettano al centro il nostro territorio e le esigenze dei cittadini. Ci impegneremo per la salvaguardia dell’acqua pubblica. Verificheremo però anche l’ipotesi di cedere la quota azionaria, se continuasse a dimostrarsi un ufficio di collocamento per politici trombati e un’azienda sempre in perdita incapace di abbassare le tariffe.

    27. Partecipazione e democrazia

    Istituiremo referendum consultivi on-line sulle scelte strategiche e creeremo comitati cittadini per il controllo della qualità dei servizi. Inoltre faremo sì che i cittadini di quartieri e frazioni possano inviare domande e segnalazioni al Comune con la sicurezza di una risposta entro 15 giorni.

  • 2. Qualità della vita

    Le nuove generazioni stanno peggio delle precedenti, dal punto di vista economico: non era mai accaduto dal dopoguerra a oggi. Per questo l’amministrazione comunale dovrà avere la qualità della vita dei cittadini come faro del proprio agire: bisogna arginare il degrado urbano, valorizzare le ricchezze cittadine e tutelare i diritti a lavoro, casa, cultura, istruzione, salute, ambiente, sicurezza e sport.

    4. Cultura

    C’è chi ha detto che “con la cultura non si mangia”, ma per noi questo non può e non deve essere vero: la tradizione culturale, gli eventi, le mostre e i luoghi storici di Reggio Emilia possono essere valorizzati coinvolgendo le attività economiche cittadine. Bisogna lavorare a una programmazione culturale che duri tutto l’anno, senza disperdere le risorse.

    6. La famiglia al centro

    Al centro della nostra politica c’è il sostegno alla famiglia, che continua a essere il nucleo sociale su cui si basa la vita dell’intera comunità. Ma, in questi anni, il quadro è molto cambiate: a Reggio Emilia, più di due famiglie su tre sono composte un massimo di due componenti. Single, coppie di fatto e monogenitori sono realtà di cui tenere conto, ed è in base a queste nuove esigenze che va ripensato tutto il sistema dei servizi sociali.

    8. I servizi sociali

    Con quasi 28 milioni di euro di spesa per il solo 2012, l’ambito del sociale impegna il 22 per cento del bilancio comunale. È un settore sensibile, nel quale vengono impegnate molte risorse, ed è necessario che tutto funzioni al meglio: occorre un organismo di controllo sui servizi per evitare gli sprechi. Nei nostri interventi riserveremo particolare attenzione a donne sole con figli a carico, anziani in difficoltà e disabili.

    10. Gli anziani

    Quasi un reggiano su cinque ha più di 65 anni: è una parte importante della cittadinanza, che dev’essere valorizzata e non percepita come un peso. Sarà importante far nascere spazi a loro dedicati, ma anche favorire – per quanti di loro siano parzialmente o totalmente non autosufficienti – l’assistenza domiciliare o nei centri diurni.

    12. Asili e servizi per l'infanzia

    Le scuole materne comunali coprono solo il 25% dell’utenza, con un costo di ottomila euro l’anno per bambino: una cifra che, in tempi di crisi, non tutte le famiglie possono permettersi. Riconosciamo l’importanza del lavoro di Reggio Children, ma vogliamo lavorare per ampliare l’offerta degli asili nido: per questo favoriremo la stipula di convenzioni con le imprese affinché organizzino nidi aziendali e interaziendali, destinati ai figli dei lavoratori ma comunque aperti al territorio.

    14. Migranti ed extracomunitari

    A Reggio Emilia abitano oltre 30mila stranieri: si tratta del 17,6% della popolazione cittadina, una delle percentuali più alte d’Italia. Eppure le politiche di integrazione non hanno sempre funzionato al meglio: come scrive Magdi Allam, “(l’Europa) si è limitata a elargire a piene mani i diritti senza esigere in cambio l’ottemperanza dei doveri”.
Noi vogliamo agire in due modi: da un lato lavorando alle politiche di integrazione per coinvolgere ulteriormente le comunità straniere, ma dall’altro controllando quei centri di aggregazione (parchi pubblici, phone center etc) che l’opinione pubblica considera come “luoghi a rischio”.

    16. Sport

    “Si dice che la poesia sia iniziata con lo sport”, scrive il filosofo André Scala. Ma lo sport serve anche a favorire l’integrazione e a ridurre il disagio sociale: ecco perché lavoreremo perché chiunque possa praticarlo, promuoveremo la pratica sportiva nelle scuole e potenzieremo gli impianti destinati alle categorie dilettantistiche.
    Ma non solo: Reggio Emilia ha anche bisogno di un nuovo palasport, ed è tempo che questa struttura venga finalmente costruita.

    18. Ambiente

    Punteremo con decisione verso politiche energetiche di risparmio ed efficienza, con produzione diretta da fonti rinnovabili. Anche l’uso consapevole del patrimonio idrico sarà tra le nostre priorità, con la ristrutturazione della rete cittadina. Ci batteremo contro l’ulteriore consumo di terreno agricolo, per questo incentiveremo la cultura ambientale e agricola, mentre per l’edilizia punteremo alla riqualificazione dell’esistente piuttosto che la costruzione del nuovo.

    20. Viabilità e parcheggi

    La circonvallazione non deve essere più una barriera tra il centro storico e il resto della città: vogliamo ampliarla e migliorare gli sfoghi. Intendiamo anche ultimare il lato Nord della tangenziale. Intendiamo procedere a una progressiva eliminazione delle strisce blu dai quartieri residenziali, l’introduzione di un’ora di sosta gratuita e pensare fasce orarie completamente gratuite per favorire la fruizione del centro.

    22. Qualità dei servizi

    Il taglio della burocrazia sarà fondamentale. Reggio dovrà essere una città vicina alla gente e la macchina comunale dovrà essere un aiuto per i cittadini, e non un ostacolo. Migliorare i servizi quindi, ma anche razionalizzare l’organizzazione dell’amministrazione comunale per snellire la burocrazia e i tempi. Gli orari d’accesso agli uffici pubblici saranno riorganizzati per venire incontro alle esigenze degli utenti che lavorano e i dipendenti pubblici verranno valorizzati e premiati secondo criteri meritocratici e di produttività. Saranno infine ridotte all’osso le consulenze esterne.

    24. Bilancio

    Daremo la massima trasparenza ai bilanci comunali, alle procedure dei bandi di gara e degli appalti. Dismetteremo il patrimonio non di pubblica utilità e ottimizzeremo tutte le spese improduttive. Introdurremo nuovi parametri per Imu e Tares più eque. Sapremo valutare con attenzione e lungimiranza ogni singola opportunità offerta dall’Unione Europea.

    26. Università e TECNOPOLO

    Dobbiamo creare un vero Tecnopolo che sposti verso l’alto la produzione industriale, un “service” al alta versatilità operativa. Abbiamo bisogno di questa struttura per attrarre aziende ad alto valore aggiunto, che troverebbero nei nostri diplomati e laureati un’ottimo materiale umano. Per far questo avremo bisogno di un maggiore coinvolgimento dell’Università e delle associazioni imprenditoriali. Potenzieremo quindi l’Università a Reggio dal punto di vista qualitativo e quantitativo.