Chi sono

Cinzia RubertelliSono nata nel 1971 a Castelnovo né Monti e vivo a Reggio Emilia da vent’anni, da quando ho sposato mio marito Andrea. Con lui condivido il lavoro e la fortuna di una figlia di 15 anni. Ho trascorso la mia infanzia a Minozzo, un piccolo paese dell’appennino, che ho lasciato subito dopo la maturità scientifica per studiare Economia e Commercio all’Università di Parma.

Mi sono iscritta perché volevo diventare una commercialista. Invece, dal 2006, sono amministratore delegato di Prati Group spa. Sono entrata nell’azienda della famiglia di Andrea appena terminata la tesi e la sfida di far crescere un’impresa mi ha letteralmente rapita. Partendo da alcuni punti vendita storici in città, grazie a un gruppo affiatato e preparato, siamo riusciti in questi anni a conquistare mercati internazionali con un nostro prodotto.

Lavorare mi piace ma non dimentico la lezione imparata da mio padre, infaticabile ma sempre rispettoso dell’ordine delle cose: prima la famiglia, la coerenza, i valori, poi il lavoro. Ho cercato di seguire il suo esempio quando ho ricoperto incarichi associativi (presidente provinciale dei Giovani Confapi, presidente regionale del Centro servizi per la Piccola e media impresa, membro della giunta degli Industriali di Reggio Emilia), e continuo a farlo oggi con un impegno importante nel campo del volontariato con l’associazione Aut Aut.
Quando ho bisogno di ricaricare le batterie, vado in cerca di natura e silenzio, quelli che ho conosciuto sul Cusna da ragazzina e che oggi ritrovo nelle lunghe passeggiate con Billy, al Parco delle Caprette. Lo sci (forza Razzoli!), i balli country con mia figlia e i concerti di Vasco (4 luglio a San Siro già prenotato) sono le mie passioni.

Ho accettato la candidatura che mi hanno proposto gli amici di Grande Reggio e Progetto Reggio perché vedo grandi potenzialità in questa città, e penso che ciascuno di noi debba fare quel che è in suo potere per aiutarla a svegliarsi dal torpore in cui sembra avvolta. In questo momento carico di incertezze, indifferenza e svilimento nella vita pubblica, chi come me condivide una visione cristiana della vita, non può non fare propria l’esortazione di Papa Francesco quando ricorda che “chi ha compiti di governo deve amare il suo popolo ” e che i cattolici devono scendere in campo perché è bene che “un buon cattolico si immischi in politica, offrendo il meglio di sé”.

Sono una persona come le altre, e il ruolo di sindaco non mi cambierà perché non ho ambizioni personali e intendo questo incarico a tempo determinato. Fra cinque anni tornerò alla mia vita. Ma nel frattempo spero di aver contribuito a ricostruire la Reggio che ci meritiamo.